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Eddington

13 Ottobre , 2025

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Movie Story

venerdì 17: ore 17.20 (v. it.) – ore 21.20 (v.o.s.)
sabato 18: ore 18.20 – 21.20
domenica 19: ore 15.30 – 18.10
lunedì 20: ore 17.20
martedì 21: ore 21.20 (v.o.s.)
mercoledì 22: ore 17.20 – 21.20

Regia di Ari Aster, con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal, Luke Grimes, Micheal Ward (II), Amélie Hoeferle. Genere Drammatico, Horror, – USA, 2025, durata 145 minuti. Uscita cinema venerdì 17 ottobre 2025 distribuito da I Wonder Pictures

Difficile pensare a un film che possa rappresentare meglio un paese sull’orlo di una crisi di nervi.
Recensione di Emanuele Sacchi (mymovies.i)
sabato 17 maggio 2025
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2020, New Mexico. La rivalità tra lo sceriffo di Eddington Joe Cross e il sindaco Ted Garcia si fa sempre più accesa. Tra gelosie legate a una precedente relazione tra Ted e la moglie di Joe, Louise, e contrapposizioni legate alla pandemia da Covid-19, ogni occasione è propizia per un contrasto tra i due. Joe si candida a sindaco per le prossime elezioni contro Ted: quando alle restrizioni della pandemia si aggiungono le tensioni verso la polizia dovute a Black Lives Matter, la situazione degenera e la scintilla potrebbe dar vita a un incendio.

Dopo uno sconvolgente inizio di carriera nell’ambito dell’horror più radicale, Ari Aster ha costruito una fama di autore cerebrale e sfuggente con Beau ha paura: un’opera divisiva, un film-cervello che indaga le psicosi di un protagonista e vive le sue allucinazioni.

Aster trasferisce quei temi sul piano della realtà con Eddington, che con l’opera precedente ha più di un legame, non solo perché il protagonista è sempre Joaquin Phoenix, fragile e perdente, un’acqua cheta che cela violente contraddizioni sotto l’apparenza di mansueto tutore dell’ordine.

Il confronto tra Joe e Ted diviene contrasto tra due modi di pensare e di vivere l’esistenza rappresentativi della polarizzazione in corso negli Stati Uniti d’America: da una parte il positivismo finto-progressista di chi crede nel politicamente corretto e ha una fiducia cieca nella tecnologia – Ted – e dall’altra il tradizionalismo e lo scetticismo di uno sceriffo di provincia, a cui gli eventi sembrano piovere addosso. Il dualismo da western tra i due viene arricchito e disturbato da una congerie di personaggi a corollario e dal bombardamento di eventi concomitanti, ideali per aumentare la tensione nella tranquilla Eddington.

Il registro scelto da Aster è, ancora più che in precedenza, quello del grottesco e del caricaturale, con una cifra più esplicitamente comica rispetto al passato. Per una buona metà sembra di essere in un film dei Coen, prima che la violenza prevalga e il lato più grandguignolesco prenda il sopravvento.

L’ambizione di convogliare molteplici temi – QAnon, la pandemia, Black Lives Matter, le elezioni americane e il paese diviso, determinismo tecnologico – si traduce in un approccio videoludico del regista (reso esplicito nell’epilogo da una sequenza degna di uno sparatutto in soggettiva tipo Doom), che sembra prendersi gioco dei suoi personaggi-marionette: quasi a ribadire l’ineluttabilità dei processi storici, che portano in ogni caso a un fine unico, nonostante gli sforzi di piccoli uomini che intendono mutare il corso degli eventi.

È così per il prevalere dell’intelligenza artificiale e per la diffusione virale degli eventi mediatici, simboli di un disegno del Fato in cui Joe e Ted finiscono per rappresentare solo due volti della stessa moneta falsa. La satira della paranoia cospirazionista e del complottismo diffuso da pseudo-guru via internet ha grande spazio in Eddington, così come la fragilità della generazione Z, che unisce ai difetti delle precedenti un’insicurezza insanabile.

C’è tanto e forse troppo nel calderone di Eddington, ma è difficile pensare a un film che oggi possa rappresentare meglio il caos e le contraddizioni di un paese sull’orlo di una crisi di nervi.