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La villa portoghese (16-17-18/2)

09 Febbraio , 2026

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Movie Story

per Altre Visioni
LA VILLA PORTOGHESE
lunedì 16: ore 21.20 (v.o.s.)
martedì 17: ore 17.00
mercoledì 18: ore 19.10

Regia di Avelina Prat, con Manolo Solo, Maria de Medeiros, Branka Katic, Rita Cabaço, Xavi Mira.  Titolo originale: Una Quinta Portuguesa. Genere Drammatico, – Portogallo, Spagna, 2025, durata 114 minuti. Uscita cinema giovedì 8 gennaio 2026 distribuito da Academy Two

Un piacevole racconto morale su come gli imprevisti della vita aprono la strada alle scoperte più importanti.
Recensione di Marianna Cappi (mymovies.it)
mercoledì 24 dicembre 2025
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Fernando è un docente universitario di geografia, colto, abitudinario, sposato da un paio d’anni con Milena, una donna di origine serba. Quando lei se ne va di casa, senza lasciare nemmeno una spiegazione, lui scopre di non sapere nulla del suo passato, nemmeno da dove cominciare a cercarla. Durante una vacanza solitaria in Portogallo, Fernando conosce Manuel, un uomo che vive di piccoli lavori, felicemente nomade. Ma accade qualcosa di imprevisto e Fernando si ritrova a cominciare una nuova vita, come giardiniere nella splendida villa di una donna di nome Amalia.

Avelina Prat, originaria di Valencia, ha lasciato anni fa l’architettura per il cinema, e la possibilità di cambiare il proprio destino, per ragioni che possono venire dall’esterno o dall’interno, è al centro del suo secondo film, La villa portoghese .

Al centro del suo film c’è anche l’importanza di trovare un luogo speciale, da poter chiamare casa (l’architettura ha evidentemente piantato dei semi, che continuano a fruttare su un altro terreno).

Per la moglie di Fernando, così come per il vero Manuel, un posto vale un altro: lo sradicamento è diventato un modo di vivere, dettato da un trauma o percepito come sinonimo di libertà. Non è così per Fernando, magnificamente interpretato da Manolo Solo, il quale dovrà fare, però, un lungo giro per arrivare alla meta, e accettare che il proprio posto possa trovarsi molto lontano rispetto a quanto ha sempre creduto. Quando spiega alla sua classe, all’inizio del film, che il modo migliore per conoscere il mondo è disegnarlo (di nuovo, riga, matita e squadre: gli strumenti dell’architettura) e una studentessa gli chiede se non sia meglio invece percorrerlo realmente, viaggiando fisicamente attraverso le terra che sta illustrando sulla cartina, lui non le dà ascolto, ma è esattamente ciò che gli capiterà di esperire da lì a poco e che gli insegnerà la frequentazione dell’enigmatica Amalia interpretata da Maria de Medeiros.

Prat non teme di puntellare questo racconto realistico di colpi di scena incredibili, che servono il tema della morte apparente e della rinascita, così come fa il lavoro di giardinaggio che Manuel/Fernando impara a svolgere; ma gli avvenimenti inverosimili servono anche l’idea che la vita possa sorprendere continuamente, alternando dramma e commedia sentimentale, e rivelandosi così più cinematografica che mai.

Un cinema umano e umanista, dunque, quello di Prat, che ragiona attorno al concetto di famiglia acquisita in termini non stereotipati e invita a pensare l’esistenza come passibile di una continua riscrittura.