per Il Cinema Ritrovato – In collaborazione con Cineteca di Bologna
VIALE DEL TRAMONTO – SUNSET BOULEVARD (vers. or. sott. ita.)
lunedì 10: ore 21.30 (v.o.s.)
martedì 11: ore 17.00 (v.o.s.)
Regia di Billy Wilder, con William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Fred Clark. Titolo originale: Sunset Boulevard. Genere Drammatico, Noir, – USA, 1950, durata 110 minuti.
Joe Gillis (Holden), sceneggiatore di Hollywood, è in un momento di difficoltà professionale. Per sfuggire agli esattori (non sta pagando le rate della macchina) capita in una vecchia casa che sembra abbandonata, ma non lo è. L’abita Norma Desmond (Swanson), vecchia gloria del muto. Joe accetta di rivedere un terribile copione che la diva sta scrivendo, sognando un clamoroso ritorno sul set. L’atmosfera della casa è nera, buia, quasi mortale. La diva proietta continuamente suoi vecchi film, gli ospiti sono mummie sopravissute (c’è Buster Keaton fra i frequentatori). Figura rilevante è il domestico von Mayerling (Stroheim) che, si verrà a sapere, è anche stato il primo marito di Norma. La donna finisce per innamorarsi del giovane, a sua volta innamorato di una sua collega coetanea (Olson). Gillis per un po’ accetta la situazione del mantenuto, poi cede. Ma Norma, ormai impazzita, gli spara mentre sta andandosene. L’uomo cade nella piscina, simbolo delle cose che aveva tanto desiderato. Storia solo cinematografica, dovuta a sceneggiatori puri come Charles Brackett e D. M. Marshan e allo stesso Wilder (premi Oscar). La vicenda viene raccontata da Gillis che è già morto, in terza persona. La sceneggiatura prevedeva che il personaggio, portato all’obitorio, addirittura dialogasse con gli altri morti. La voce narrante, accompagnata dalla musica di Franz Waxman (premio Oscar) che anticipa nei toni tutta la tragedia che avverrà, attraversa il film rilanciando l’efficacia del racconto. Tutto quanto è nello specifico cinematografico: i discorsi di sceneggiature, la vita degli studi, persino il mitico cancello d’ingresso della Paramount. La Desmond vive la tragica nostalgia del cinema muto: “Noi eravamo grandi, è il cinema che è diventato piccolo”, e De Mille interpreta se stesso con tanto di stivaletti e piglio autoritario: sta girando Sansone e Dalila quando la vecchia diva gli piomba sul set. Una menzione per William Holden, trentaduenne, che finalmente si affermò come meritava, e che sostituì all’ultimo momento il complicato Montgomery Clift, intimorito dal ruolo. Il tutto fotografato con un bianco e nero pericoloso che sottende un’angoscia continua. Questo film non è un noir, non è drammatico tradizionale, non è fantasy, è semplicemente Viale del tramonto.