Movie Thumb

L’infernale Quinlan – Versione Rest. orig. con sott. it. (5-6-7/10)

23 Settembre , 2026

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Movie Story

per Il Cinema Ritrovato, in collaborazione con Cineteca di Bologna

Regia di Orson Welles, con Janet Leigh, Charlton Heston, Marlene Dietrich, Orson Welles, Joseph Calleia.  Titolo originale: Touch of Evil. Genere Poliziesco – USA, 1958

Nel 1957, Orson Welles finì di girare Touch of Evil, realizzandone un primo montaggio. Dopo la visione, lo Studio volle migliorarlo con scene aggiunte e un nuovo montaggio. Welles vide la loro versione e scrisse subito un’appassionata critica di 58 pagine, richiedendo cambi di montaggio. Questa versione è un tentativo di rispettare quelle richieste, per mostrare il film Touch of Evil così come Orson Welles lo voleva.

“…concludo scongiurandovi di approvare questi miei brevi schizzi ai quali ho lavorato tanto duramente e per così tanti giorni.” (Orson Welles)

 

Un complesso noir del 1958 di Orson Welles, ambientato al confine tra Stati Uniti e Messico. Affiancato da un cast di prim’ordine che comprende Janet Leigh e Charlton Heston, lo stesso Orson Welles assume il ruolo principale del poliziotto corrotto Hank Quinlan. La celebre sequenza iniziale è spettacolare, girata senza tagli, in un lungo piano sequenza che segue per tre minuti e mezzo un’auto tra le strade della cittadina di confine.
Il bene e il male sono indistinguibili nell’ambiente brutale dei trafficanti di droga. Questo fu l’ultimo film americano di Welles, che in seguito lavorò solo in Europa per superare le limitazioni imposte dallo studio system. Per il film, la sua amica Marlene Dietrich dovette trasformarsi nella bruna Tanya, la tenutaria di bordello che legge le carte a un Hank ormai destinato a un’inesorabile fine. Pur interpretando solo un ruolo secondario, Dietrich è essenziale alla trama e anche al ruolo che Welles ha riservato a se stesso; per citare le parole del biografo di Dietrich, Steven Bach, l’attrice incarna qui il confine tra Messico e Stati Uniti e tra bene e male. Dietrich e Welles si conoscevano dai tempi in cui si esibivano per le truppe, e l’attrice, che non moderava mai le critiche, in seguito disse: “Ho fatto tutto quel che voleva. […] È un grande uomo. Un genio. La gente dovrebbe farsi il segno della croce prima di pronunciare il suo nome”. A quasi sessant’anni, l’attrice appare nel film molto più giovane, e si capisce che quel ruolo, con il suo linguaggio a volte volgare, la diverte molto. Il 19 marzo del 1958 “Variety” scrisse: “Dietrich è uno spettacolo piuttosto sensuale e divertente”. E se all’epoca fu liquidato come un film di “sesso e crimine”, oggi è considerato un capolavoro.

Peter Mänz