LA STORIA DI UN ARTISTA E DELLA SUA FUGA LONTANO DALLA FRENESIA E DAL CAOS DELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA
Da Parigi al Perù, dove fu trasferito a poco più di un anno di vita dai genitori; dalla costa Bretone e poi Marsiglia fino a Tahiti. La storia di Gauguin è anche la storia di un viaggio, anzi, di una fuga verso luoghi lontani dalla frenesia della società contemporanea e dalla pittura moderna. Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto è un racconto sul pittore Gauguin: l’artista noto per uno stile pittorico unico e riconoscibile al primo sguardo, per i colori brillanti, vivi e non aderenti al reale e per quelle rilassanti, sensuali e affascinanti donne polinesiane ritratte.
Gauguin fu anche l’artista delle avventure travagliate, delle fughe dalla moglie, dai figli, dagli amici e maestri come Camille Pissarro, dal quale Gauguin assorbì lo stile impressionista, per poi fortemente personalizzarlo.
Paul Gauguin ha realizzato numerose opere. Capolavori oggi visibili negli incredibili musei delle metropoli più lontane dal sogno esotico e bucolico dell’artista. Il Metropolitan di New York, La National Gallery di Washington, il Museo d’arte Contemporanea di Boston, per citarne alcuni, custodiscono capolavori – quelli che si studiano sui libri di scuola – come Il Cristo giallo, La visione dopo il sermone (quel noto ritratto delle donne bretoni rappresentate in cerchio, durante un ballo tipico della tradizione della costa), o il simbolico e commovente Ta matete, La orana Maria, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? racchiuso all’Art Institute di Chicago. Quest’ultimo dipinto rappresenta una sorta di preghiera, o benedizione sulla vita che sta per volgere al termine.
“Sono forte perché faccio ciò che sento dentro di me”, scrive Gauguin in una lettera tratta da Noa Noa, il diario polinesiano i cui stralci sono letti nel documentario dall’appassionato Adriano Giannini che, all’interno di uno studio un po’ goffamente ricostruito, con naturale trasporto e interpretazione di un animo energico, potente, ma senza pace, narra la vita di Paul Gauguin – dalla formazione in una famiglia borghese – il padre era giornalista -, agli studi, fino ai primi passi decisi e incisivi nel mondo dell’arte – focalizzandosi sul tema del viaggio e dell’amore per quella terra esotica e pacifica che ha rappresentato la Polinesia. Le testimonianze sono tante e disparate, il regista ha scovato personaggi e studiosi della vita di Gauguin, come il peculiare collezionista Paul Yeou Chichong che, in una piccola stanza della sua casa di Papete, mostra capolavori museali custoditi come in stretti caveaux di musei. E poi professionisti e critici come David Haziot, Gloria Groomo Belinda Thomson.
La produzione pittorica di Gauguin si arricchisce durante i suoi spostamenti, nonostante le difficoltà economiche e, più tardi, di salute. Le tematiche e gli stili cambiano tra Pont Aven, dove passò del tempo con l’amico Van Gogh, alla Polinesia, isola dove si è recato per evadere, da cui si è distaccato per poi ritornare ancora scegliendolo come meta dei suoi ultimi giorni, nel 1903. Un racconto accompagnato dalle belle note del musicista Remo Anzovino, che si appositamente ispirato ai luoghi di Gauguin per comporre i brani.
Colori brillanti, un Cristo giallo stagliato su sfondi vibranti, ritratti di donne sensuali, natura pacifica, sfondi floreali … questi alcuni dei soggetti o sottofondi dei dipinti di Gauguin. Opere apparentemente leggere che provocano dagli stati d’animo sereni, ma che celano una profonda inquietudine di un uomo che non è riuscito a fermarsi mai. (Rossella Farinotti, mymovies.it)