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Mother Mary

11 Maggio , 2026

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Movie Story

venerdì 15: ore 17.00 – 19.10
sabato 16: ore 18.30 – 21.20
domenica 17: ore 18.30 (v.it.) – 20.40 (v.o.s.)
lunedì 18: ore 17.00
martedì 19: ore 19.10
mercoledì 20: ore 21.20

Regia di David Lowery, con Anne Hathaway, Michaela Coel, Hunter Schafer, Sian Clifford, Atheena Frizzell. Genere Drammatico, – Gran Bretagna, USA, Germania, Finlandia, 2025, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 14 maggio 2026 distribuito da I Wonder Pictures.

Un melodramma pop al femminile. Con Anne Hathaway, star camaleontica, inquieta e fragilissima.
Davide Zazzini
martedì 7 aprile 2026

Mother Mary era una popstar acclamata in tutto il mondo, ma ora non calca il palcoscenico da più di dieci anni. Per risorgere si rivolge a Sam: era la sua migliore amica e la sua costumista di fiducia, nel frattempo diventata una stimata professionista senza di lei. Ora la cantante, in piena crisi emotiva, ha bisogno del suo talento per gli abiti del nuovo tour. Il loro rapporto, però, si è interrotto bruscamente e lo strappo non si è mai ricucito. Sam è interdetta e ancora ferita. L’incontro scoperchia le ruggini del passato e porta entrambe alla traumatica esplorazione di una relazione un tempo così vitale. Tra pressioni pubbliche, frenetica preparazione delle coreografie, ricordi, liti e riti d’espiazione, questo rapporto di amore-odio sarà centrale per scolpire di nuovo l’icona di un’artista che ha fatto innamorare tutto il pianeta.

Dopo Peter Pan & Wendy, l’alfiere del cinema indie David Lowery si misura stavolta con “un melodramma pop” al femminile, così definito dai produttori di A24, nuova Mecca del cinema indipendente hollywoodiano.

La casa di produzione, dopo Storia di un fantasma e Sir Gawain e il Cavaliere Verde, continua la collaborazione con il regista statunitense che qui, nella consueta veste di sceneggiatore e co-produttore, ha riunito a sé un gruppo di fedelissimi tra cast artistico e tecnico.

Cavalcando l’onda lunga dei biopic musicali che da Bohemian Rhapsody in poi caratterizzano ogni anno le programmazioni in sala, Lowery, con un occhio a Il cigno nero e The Neon Demon e l’altro a Beyoncé e Jennifer Lopez, propone un ambiziosissimo thriller sia glamour che intimista pronto a riscrivere le coordinate di questo (sotto)genere: alternerà passi da jukebox movie allo scavo psicologico del duo protagonista.

Il trailer e la locandina americana, infatti, fanno intravedere tutti gli ingredienti tipici del cinema di Lowery: echi di quell’horror trascendentale che era Storia di un fantasma (il trailer italiano precisa, non senza malizia, che questa non è una “storia di fantasmi”), qui più sanguigni, ma con lo stesso senso del sacro e del surrealismo a tinte gotiche, tra animismo e riti esoterici. Si aggiunga l’analisi di identità pubblica e vita spirituale nella società dello spettacolo inserita in ambienti chiaroscurali, specchio dei tormenti delle protagoniste: la fotografia materica e piena di contrasti è del fido Andrew Droz Palermo.

L’estetica del film, infatti, con tutta probabilità, unirà il privato con il pubblico, lo sfarzo dei concerti pop al Kammerspiel più doloroso (il montaggio è affidato ad Harrison Atkins). Lo segnalano anche i toni rossi e neri, sia in spazi ampi come gli auditorium dei concerti, sia in quelli ristretti scenografati da Francesca Balestra Di Mottola (Bones and All); gli audaci costumi pieni di lustrini sono stati cuciti, invece, dalla veterana Bina Daigeler, collaboratrice tra gli altri di Niki Caro, Jarmusch e Almodóvar, celebre proprio per le sgargianti paillettes dei suoi film.

Nonostante ciò, però, c’è da aspettarsi una storia che, a partire da una scrittura solida, si affiderà soprattutto alla recitazione dell’acclamato cast principale, quasi tutto al femminile. In primis Anne Hathaway che, dopo Les Misérables, ritorna a esprimere una certa, sofferta fisicità nei panni di una star camaleontica, dominante a tratti, ma inquieta e fragilissima. La diva quest’anno è pronta a calare un tris d’assi perché, senza contare La fine di Oak Street, appare in tre film con buone possibilità di imporsi nell’Awards Season: è ridiventata, vent’anni dopo, Andy Sachs, stagista idealista in Il diavolo veste Prada 2, e sarà anche la principessa Penelope in Odissey, in uscita a luglio. L’attrice ha definito Mother Mary come “una delle esperienze più straordinarie e trasformative mai vissute”, elogiando l’altra protagonista Michaela Coel, già sceneggiatrice, produttrice e regista dell’applaudita miniserie I May Destroy You, con una solida formazione tra teatro e piccolo schermo (su tutti Black Mirror).

Dalla serialità arriva anche Hunter Schafer, rivelatasi quale Jules Vaughn in Euphoria, che qui incarna l’assistente della protagonista. Le anticipazioni promettono, poi, un ruolo rilevante anche per Atheena Frizzell, che conferma il suo sodalizio con Lowery dopo Old Man & the Gun interpretando Emily. Saranno presenti anche Sian Clifford (fu Claire nell’indimenticato Fleabag) e la modella Kaia Gerber, attiva al cinema dai tempi di Babylon.

Nel cast compaiono anche Alba Baptista e la popstar FKA Twigs, che ha scritto per il film la canzone “My Mouth Is Lonely For You”, che si ascolta nel trailer, al pari della collega britannica Charli XCX. La colonna musicale, così cruciale per la narrazione, è di Daniel Hart (altro collaboratore di vecchia data del regista), ma nel film ci sono anche canzoni di Jack Antonoff (produttore di Lana Del Rey e Taylor Swift).

Annunciato a maggio 2023 e finito di girare nel luglio 2024, in pieno sciopero SAG-AFTRA, infatti, il film è stato finora promosso soprattutto tramite le musiche: il 5 marzo A24 ha rilasciato Burial, singolo pop dance cantato dalla stessa Hathaway, seguito dal teaser “Mother Mary: Greatest Hits”.

Evitata la vetrina cannense, Mother Mary sarà distribuito da A24 a New York e Los Angeles il 17 aprile. Una settimana dopo la distribuzione si allargherà a tutta l’America. Dal 14 maggio arriverà in Italia grazie ad I Wonder Pictures.